Mercoledì, 24 Febbraio 2016 09:07

EXPO 2017: l’IsAG ad Astana per il secondo incontro dei partecipanti internazionali

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Il 24 e 25 febbraio Astana ospita il secondo incontro dei partecipanti internazionali all’Esposizione Internazionale che si terrà proprio nella capitale del paese centroasiatico dal 10 giugno al 10 settembre del

2017.

Il meeting ha come obiettivo quello di accrescere l’attenzione a livello internazionale sull’evento, ma anche e soprattutto quello di garantire una corretta e condivisa informazione per la realizzazione dell’Esposizione attraverso il coinvolgimento degli oltre settanta paesi e delle quaranta organizzazioni che sinora hanno ufficialmente confermato la loro presenza.

Il meeting dei partecipanti: come Astana si avvicina all’EXPO

Prima di passare al confronto tra i rappresentanti di EXPO 2017 e quelli delle delegazioni straniere presenti ad Astana, hanno preso la parola diverse personalità istituzionali.

Il primo intervento, in rappresentanza del paese ospitante, è stato quello di Dariga Nazarbaeva, Vice Presidente del governo. Nazarbaeva ha ricordato il tema centrale dell’EXPO, “Energia del futuro”, e ricordato il lavoro e i risultati prodotti dal governo di Astana negli ultimi anni con l’implementazione di misure concrete e di progetti di più ampio respiro come quello del “Green Bridge”. Nazarbaeva ha inoltre sottolineato quelli relativi all’economia verde e allo sviluppo delle fonti di energia rinnovabili, iniziative sostenute con risorse statali.

Il Segretario Generale del Bureau of International Exposition (BIE), Vicente Gonzalez Loscertales, ha posto in risalto il potenziale educativo di questo EXPO, legato alla possibilità di scambi e condivisioni di esperienze tra i partecipanti e quindi alla possibile ricaduta positiva sulle economie e le vite dei popoli.

A seguire Akhmetžan Yessimov, chairman della compagnia “EXPO 2017”, ha sottolineato l’importanza dell’evento non solo per il Kazakhstan ma per tutta la regione, in considerazione del fatto che Astana sarà la prima città di un paese appartenente alla Comunità degli Stati Indipendenti ad ospitare un’Esposizione Internazionale. In seguito, Yessimov ha affrontato alcuni aspetti organizzativi – ma comunque di notevole interesse – come la questione della legacy di EXPO 2017. Questo aspetto riceverà un’attenzione particolare da parte del governo, in quanto l’obiettivo dichiarato è quello di rendere i siti e le infrastrutture utilizzate per l’Esposizione fruibili anche dopo la conclusione dell’evento.

Il Commissario di EXPO 2017, Rapil Žošybaev, è invece tornato sugli aspetti riguardanti i soggetti partecipanti, sottolineando l’importanza della presenza dei paesi del Terzo mondo e sollecitando l’adesione da parte di quei paesi – presenti ad Astana – che ancora non hanno formalizzato la loro presenza il prossimo anno.

A tornare sul tema dell’eredità dell’EXPO è stato Kairat Kelimbetov, Direttore dell’Astana International Financial Center. Il nuovo polo finanziario della capitale dovrebbe sorgere proprio nelle aree destinate ad ospitare le strutture dell’Esposizione. In questa maniera il Centro potrà disporre di tutti i servizi e le infrastrutture necessarie per accogliere gli investitori stranieri, così come tutti gli aspetti destinati alla tutela dei loro investimenti da un punto di vista giuridico attraverso l’approvazione di norme ad hoc.

Infine, il Vicesindaco di Astana Amanšaev Yermek Amirkhaunuly ha illustrato come la capitale kazaka si sta preparando ad accogliere l’evento. La volontà è quella di “sfruttare” il traino di EXPO 2017 per sviluppare anche altri settori dell’economia e del turismo della capitale. In programma sono previsti l’ammodernamento delle principali infrastrutture dei trasporti e la realizzazione di centri logistici, così come l’ulteriore miglioramento del livello dell’accoglienza turistico, in ragione sia dell’alto numero di visitatori previsti – cinque milioni in tre mesi – che della ricca offerta ricreativa e culturale programmata sia dentro che fuori i siti dell’esposizione.

EXPO 2017: significato e aspettative. L’IsAG a colloquio con gli organizzatori

A margine degli interventi nelle sessioni ufficiali, i responsabili dell’organizzazione hanno risposto ad alcune domande poste dagli inviati giunti ad Astana.

Rapil Žošybaev, Commissario di EXPO 2017, è intervenuto su alcuni quesiti posti dall’IsAG circa il significato dell’EXPO rispetto alla politica adottata dal paese sin dai primi anni di indipendenza.

Secondo Žošybaev: «Il Kazakhstan ha una grande tradizione nell’energia e nell’esportazione di queste risorse, non parlo solo di petrolio e gas, ma ad esempio anche dell’uranio. EXPO 2017 è molto interessante per il Kazakhstan, per la regione e per tutta la comunità internazionale. Sono incluse iniziative che voi già conoscete, relative alla lotta ai cambiamenti climatici, alla riduzione delle emissioni e al miglioramento dell’efficienza energetica. “Energia del futuro”, come tema, è molto importante per noi per sviluppare le fonti alternative di energia. Si vuole porre l’attenzione sulla necessità di frenare l’uso delle risorse tradizionali di energia e noi, per nostra esperienza, abbiamo posto obiettivi importanti per lo sviluppo delle energie rinnovabili. I paesi hanno tutto l’interesse a utilizzare nuove fonti di energia, anche quelli più sviluppati». Poi il Commissario ha proseguito illustrando l’impegno del Kazakhstan indipendente per il rafforzamento della pace e della stabilità a livello internazionale: «L’istituzione di una Banca dell’uranio a basso arricchimento (LEU Bank) è stata un’iniziativa del nostro Presidente, così come è stato il nostro paese – in passato – a rinunciare alle testate nucleari e a vietare i test nucleari sul proprio territorio. Queste iniziative stanno contribuendo a realizzare un clima pacifico per quanto concerne il nucleare e in EXPO 2017 altre possibilità legate alle nuove tecnologie saranno mostrate al mondo intero».

Successivamente, l’IsAG ha avuto un breve colloquio con il Segretario Generale del Bureau delle Esposizioni Internazionali, Vicente Gonzalez Loscertales. Rivolgendosi prima ad altri inviati, Loscertales ha parlato della differenza tra l’EXPO di Astana e quello di Milano. Al tempo stesso, Loscertales ha ammesso l’esistenza di un’influenza di Milano su molti aspetti organizzativi adottati ad Astana.

A seguire, Loscertales ha risposto alle domande dell’IsAG circa il ruolo dei Paesi partecipanti ad EXPO 2017. Il Segretario Generale del BIE ha affermato: «Per quanto l’organizzazione ricada su un solo paese, la realizzazione di un’Esposizione é sempre un lavoro congiunto. Il tema “Future Energy” è riconosciuto come rilevante dalla comunità internazionale. Noi ci aspettiamo un contributo in termini di esperienze, di aspirazioni, di proposte a livello tecnologico, di scambi di conoscenze tra i paesi partecipanti e quello ospitante. Questo è un aspetto essenziale per il successo di EXPO 2017. Quello che ci auguriamo è una Esposizione di qualità e abbiamo bisogno di una partecipazione di qualità anche in termini di padiglioni dei partecipanti».

Alla richiesta di un commento sul significato che EXPO riveste per il Kazakhstan e sul tipo di messaggio che Astana lancia con la scelta di questo tema, Loscertales ha dichiarato all’IsAG: «Tra le principali priorità ci sono quelle di prevenire i cambiamenti climatici, impedire la distruzione della natura e raggiungere la sostenibilità ambientale. Abbiamo bisogno di andare verso una nuova definizione di sostenibilità. Pertanto, un Paese come il Kazakhstan – che è uno dei principali leader nella produzione di petrolio e gas – nel momento in cui adotta questo tema assume la guida mondiale in questo campo, nel campo delle nuove risorse, delle nuove fonti di energia. Questo è un segnale forte a livello mondiale, che fa del Kazakhstan un leader legittimo in questo ambito. Nonostante il paese abbia un’economia basata sulle esportazioni di petrolio e gas, il messaggio che parte da EXPO 2017 è sicuramente molto forte».

EXPO 2017 e il ruolo del Kazakhstan nel mondo

Con la vittoria della candidatura di Astana, il Kazakhstan ha segnato un ulteriore successo politico e diplomatico. L’EXPO rappresenta probabilmente l’evento più importante finora ospitato nel paese centroasiatico, il quale pure da anni ospita convegni e incontri di portata globale. Ciò che può essere messo in risalto come dato politico è che l’organizzazione di EXPO ancora una volta evidenzia la capacità del Kazakhstan di porsi come attore dinamico e propositivo sulla scena internazionale, nonostante evidenti difficoltà e criticità che ne frenano la crescita. Non è un caso che la possibilità di ospitare un evento di valenza globale è vissuta come un fattore di ulteriore legittimazione politica per uno Stato giovane, sul cui futuro nessuno avrebbe scommesso due decenni fa.

L’Esposizione Internazionale, tuttavia, potrebbe avere dei riflessi importanti anche in ambito interno. Con la scelta di “Future Energy” come tema dell’Esposizione Internazionale, emerge il tentativo del Kazakhstan di voler promuovere un nuovo sviluppo economico non più esclusivamente fondato sulla produzione di petrolio e gas. Una volontà ancora più evidente per uno Stato che nei decenni precedenti ha sofferto come pochi altri i gravi danni ambientali perpetrati sul proprio territorio, vittima di un’errata concezione di sviluppo e di sfruttamento delle risorse. Una volontà che assume ancora maggiore rilevanza se si considerano le recenti difficoltà dovute proprio al crollo del prezzo del petrolio. L’organizzazione dell’Esposizione Internazionale pertanto si incrocia con una particolare fase storica, nella quale il paese centroasiatico – che nel dicembre di quest’anno festeggerà i suoi primi 25 anni di indipendenza – avverte sempre di più l’obbligo di modernizzare un “Sistema Paese” che finora ha garantito risultati eccezionali, ma non necessariamente continuerà a produrli in futuro.

Una criticità avvertita in modo chiaro dal governo di Astana, prima con l’annuncio della nuova politica economica Nurly Zhol, poi con il pacchetto di riforme istituzionali ed economiche previste nel cosiddetto “Piano dei cento passi concreti”. In questo senso, l’EXPO di Astana potrebbe segnare non solo il definitivo riconoscimento a livello globale del lavoro politico e diplomatico svolto dal paese centroasiatico sin dai primi giorni dell’indipendenza, ma anche un possibile punto di svolta per lo sviluppo futuro.

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