Mercoledì, 24 Febbraio 2016 03:15

200 mila immigrati in Campania. Lavoro? precario o in nero

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(ANSAmed) - NAPOLI, 24 FEB - Secondo l'ultimo rapporto NoiItalia dell'Istat, sono quasi 5 milioni i cittadini stranieriiscritti nelle anagrafi dei comuni italiani all'inizio del 2014.

Essi rappresentano, così, l'8,1 per

cento del totale deiresidenti. Rispetto all'anno precedente, si è assistito ad unaumento delle iscrizioni alle anagrafi del 3,7 per cento. InCampania nel 2014 i residenti stranieri erano 203.823, cioé il3,5% del totale della popolazione con un tasso di crescitarispetto all'anno precedente del 19.2%. Sono alcuni dei dati forniti oggi dalla Cgil della Campaniache ha presentato un dossier su immigrazione e accoglienza. In particolare nel documento si ricorda come in Campania dal2014 ci siano stati 11 sbarchi di profughi dalle navi dellaMarina Italiana, otto dei quali al porto di Salerno e 3 aNapoli, per un totale di 11.123 profughi. Di questi, 6758 sonoancora presenti in Campania in 149 strutture di accoglienzadistribuiti nelle cinque province: sono 1100 nelle 27 strutturedella provincia di Avellino, 1021 nei 35 siti di Benevento, 1197a Caserta in 17 strutture, 2370 nella provincia di Napoli che ha50 centri di accoglienza, e 1070 a Salerno (20 strutture). "La CGIL Campania - spiegano i dirigenti sindacali - è inprima linea per l'accoglienza e il supporto dei profughi e deirifugiati attraverso l'impegno sia dei dirigenti che di decinedi mediatori linguistico-culturali. Oltre all'accoglienza aiporti, il nostro intervento si rivela in interventi quotidianisia nelle strutture dove sono alloggiati, sia presso le nostre asostegno dell'adempimento delle procedure burocratiche e,soprattutto, per la difesa dei diritti umani e la loro dignitàdi uomini e donne e bambini". Il rapporto precisa anche cheoltre il 55 per cento dei residenti stranieri in Campania èdonna.

Nel rapporto si approfondisce anche, la condizione lavorativadegli immigrati, che in Campania sono presenti in quasi tutti isettori: terziario e servizi, edilizia e agricoltura, tessile emetalmeccanico e vivono una forte mobilità e precarietà. Quellodel lavoro domestico e dei servizi è il comparto in cui gliimmigrati sono maggiormente presenti con circa 45milalavoratori: un settore dove la presenza della donne ed è quellocon la maggiore incidenza di forme regolari, anche se c'èun'alta percentuale di casi in cui non sono rispettati l'orariodi lavoro né il salario concordati. Il lavoro agricolo siastagionale che stanziale è invece il comparto dove si annidamaggiormente il sommerso: in questo settore i lavoratoriimpiegati provengono soprattutto dal Nord Africa e dal CentroAfrica così come da Albania, Ucraina e India. Forti difficoltà anche nel lavoro edile che è precario (allagiornata), con gli immigrati chiamati a lavorare presentandosinelle varie piazze ("le piazze degli schiavi", le definisce laCgil) dai piccoli imprenditori o dai caporali. Provengono inparticolare da Ghana, Albania, Ucraina, Costa d'Avorio: dai datidella Cassa Edile risultano appena circa 2000 lavoratoriregolarmente assunti. Pochi rispetto alla stima di almeno 10.000di lavoratori operanti nel settore in nero. (ANSAmed).

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