Domenica, 21 Febbraio 2016 20:58

<div>Spagna: l'ora della verità per Sanchez, stretta con Podemos</div>

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(Di Francesco Cerri) (ANSAmed) - MADRID, 22 FEB - Si avvicina l'ora della veritàper Pedro Sanchez, incaricato 20 giorni fa da re Felipe VI ditentare di formare il nuovo governo spagnolo:
rimane solo unasettimana, fino al voto di investitura previsto per il 3 marzo,ma ancora non ha una maggioranza che lo appoggi.

Oggi è iniziata l'ultima trattativa, quella con Podemos, neltentativo di formare un governo di 'cambiamento'. Se Sanchez nonce la farà, e se al secondo turno dell'investitura davanti alCongresso dei deputati previsto per il 5 marzo non sarà statoeletto, il paese tornerà alle urne, il 19 giugno. Nella speranzache dal voto esca un parlamento meno ingovernabile di quelloeletto il 20 dicembre scorso.

La partita con Podemos è sul filo del rasoio. I baronisocialisti, resistenti a un patto con il partito post-indignadodi Pablo Iglesias che temono possa divorare il Psoe come Syrizain Grecia ha quasi seppellito il glorioso Pasok, hanno imposto aSanchez strette 'linee rosse'. Che Podemos finora haallegramente calpestato.

Iglesias vuole un patto di governo, un referendumsull'indipendenza della Catalogna, la poltrona di vicepremierper se con ampi poteri e sei ministri. Il Psoe ha detto no. ESanchez vorrebbe, come il Ps Antonio Costa in Portogallo,formare un governo monocolore socialista con l'appoggio esternodelle sinistre, e di Ciudadanos. Iglesias esclude però unaccordo con il partito di Albert Rivera, e Ciudadanos esclude diappoggiare un governo con Podemos. L'equazione è quasiirrisolvibile. E i numeri complicano la partita.

Alle politiche del 20 dicembre il Pp del premier uscenteMariano Rajoy è arrivato primo con 123 deputati su 350 ma haperso la maggioranza assoluta. Il Psoe, al peggiore risultatostorico, si è fermato a 90, Podemos con i suoi alleati locali haconquistato 69 seggi, Ciudadanos 40, i secessionisti catalani17, i baschi 8, Iu 2. Per farcela, al secondo turno (al primo civorrebbe una irraggiungibile maggioranza assoluta di 176 voti)il leader socialista ha bisogno dei voti di Ciudadanos edell'astensione di Podemos e dei nazionalisti, o in una ipotesidi governo di sinistra, dei voti di Podemos, Iu e baschi e dell'astensione (o dell'uscita dall'aula) dei catalani.

Iglesias anche oggi ha avvertito che Podemos appoggeràSanchez solo se andranno al governo insieme e se gli saràgarantito l'incarico di numero due, con controllo dellainformazione e dei servizi segreti. Nei giorni scorsi hadefinito "irrinunciabile" l'esigenza di un referendum sullaautodeterminazione della Catalogna. Molti sospettano chePodemos, portato dai sondaggi, scommetta sulle elezioni a giugnoe su un sorpasso del Psoe nelle urne, che gli schiuda le portedella Moncloa. Oggi però il leader podemita ha garantito che ilpartito viola "non si alzerà dal tavolo del negoziato finoall'ultimo minuto", per dare un governo al paese.

A Sanchez, all'ultimo 'o la va o la spacca', sono arrivatiintanto gli auguri di Matteo Renzi. "Ti aspetto a Bruxelles", hatwittato il presidente del consiglio italiano. Sottinteso, danuovo premier spagnolo.(ANSAmed).

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