Lunedì, 15 Febbraio 2016 10:11

Mini-Schengen, ricetta per scongiurarla

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I prossimi tre mesi saranno decisivi per la tenuta dellarea Schengen. O si riuscir a far funzionare un sistema che prevede controlli comuni delle frontiere, unaccoglienza ben gestita ed equa, e in
prospettiva un sistema comune di asilo e di rimpatri, o larea di libera circolazione dei cittadini europei, della quale abbiamo beneficiato finora, collasser. Gli scricchiolii sono gi pesanti.

Apparenza pi che sostanza
Sei Stati membri, fra cui la Germania, hanno reintrodotto i controlli alle frontiere per frenare il flusso dei migranti e li rinnovano di mese in mese, conformemente al Codice frontiere Schengen. Inoltre, viene ventilata lipotesi di una Mini Schengen. A Bruxelles ufficialmente non se ne parlato, ma si sa che si tratta di un progetto che nei cassetti di alcune cancellerie, probabilmente del Benelux, ma non solo.

Anche se se ne parla poco, anche la Svizzera, Paese Schengen, potrebbe in realt limitare la libert di circolazione delle persone. Sulla base di uniniziativa legislativa popolare (iniziativa del 9.2.2014 sullimmigrazione di massa) entro un anno dovranno infatti essere introdotte quote e tetti massimi allingresso di stranieri, Ue e non Ue.

Tutto ci avviene perch i flussi di migranti arrivati in Europa hanno raggiunto dimensioni di difficile gestione (pi di un milione di domande dasilo registrate). In realt, pi che di sostanza si tratta di apparenza. Un continente come lEuropa pu gestire questi numeri, ma lopinione pubblica percepisce i flussi in arrivo come uninvasione; e per la politica ci che conta la percezione dei cittadini elettori.

In particolare la Germania confrontata con una sfida particolare e la cancelliera Angela Merkel deve dimostrare di saper gestire il fenomeno, frenando i flussi in arrivo, soprattutto quelli secondari dai Paesi ai confini dellarea Schengen.

Italia e Grecia sotto esame
E questi sono essenzialmente Grecia e Italia. Il nostro Paese al momento secondario in questo scenario, almeno da quando i flussi si sono spostati sulla rotta balcanica. Non dimentichiamo per che siamo sotto osservazione proprio in questi mesi nellambito della valutazione Schengen.

La Grecia messa peggio, ed passata al Consiglio dellUnione europea, Ue, una raccomandazione sulle misure da adottare per porre rimedio alle carenze riscontrate nel 2015 nellapplicazione dellacquis Schengen. Atene avr ora tre mesi di tempo per rimediare, e i novanta giorni, non casualmente, scadranno il 12 maggio, termine ultimo della chiusura delle frontiere da parte della Germania con la procedura finora invocata.

Che cosa succeder il giorno seguente? Se la Grecia avr sostanzialmente contribuito a ridurre i movimenti secondari, forse la Germania non chieder ulteriori proroghe. Occorrer per anche agire sulla Turchia. Dei contatti sono in corso. Se non ci saranno sostanziali miglioramenti non da escludere il collasso dellarea Schengen e la nascita di un sistema ridotto, tipo mini Schengen.

La Germania e il salto di qualit delle politiche migratorie
Evidentemente unopzione che tutti vogliono evitare. Anche la Germania, paese che, come o forse pi degli altri, beneficia del regime delle quattro libert garantite dai trattati Ue, ma anche per lItalia, secondo Paese manifatturiero dellUe, sarebbe un disastro.

Come spesso accade molto gira intorno alla Germania. Il Governo tedesco nellestate scorsa aveva dato prova di grande lungimiranza in tema di accoglienza, anche sospendendo lapplicazione del regolamento di Dublino ed accogliendo i richiedenti asilo indipendentemente dal Paese di primo arrivo. Poi i numeri sono diventati troppo impegnativi anche per Berlino.

In ogni caso la Germania pare il Paese pi interessato a far compiere un salto di qualit alle politiche migratorie dellUe. In questo auspicio la possiamo associare allItalia. Anche per il governo italiano necessario arrivare a un vero sistema di accoglienza, che superi Dublino, al riconoscimento delle sentenze di asilo, a rimpatri comuni e a forme pi incisive di controllo delle frontiere.

Su questi aspetti si pu quindi cementare una collaborazione rafforzata fra Roma e Berlino, gi sperimentata in tema di relazioni migratorie con lestero, ed in particolare con il lancio ed i primi passi del Processo di Khartoum (collaborazione migratoria con i Paesi mediterranei e del Corno dAfrica).

Corso Pisacane giornalista freelance.

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